|
Register

La storia

La Società Umanitaria è un'istituzione nata oltre cento anni fa, nel 1893, grazie al lascito di Prospero Moisé Loria, mecenate mantovano, che le assegnò molteplici beni finanziari ed un'intera area edilizia situata nel pieno centro di Milano. Lo scopo dell'istituzione, riconosciuta presto come ente morale senza fini di lucro, risiede nel suo statuto, ancora oggi praticamente identico a quello originario del 1893: "mettere i diseredati, senza distinzione, in condizione di rilevarsi da se medesimi, e di operare per l'elevazione professionale, intellettuale e morale dei lavoratori".

Vennero così realizzate numerose strutture sociali, come le Case del Lavoro, gli Uffici del lavoro coi laboratori d'arti e mestieri divenuti presto famosi in tutta Italia, le scuole "popolari" con i corsi professionali per i settori dell'industria meccanica e tipografica (la ormai celeberrima Scuola del Libro), il Teatro del popolo, e poi corsi di formazione ed aggiornamento per insegnanti e assistenti sociali. Accanto all'ex convento, ai chiostri e al Salone degli Affreschi con il passare degli anni sorsero vaste strutture edilizie che sono diventate un punto di riferimento costante della vita culturale e professionale di Milano e dell'Italia.

Nel Dopoguerra, l'Umanitaria risorse faticosamente grazie all'impegno e alla costanza di Riccardo Bauer, che seppe aggiornare e rilanciare le prerogative statutarie del fondatore, recuperando una lunga tradizione educativa e didattica, che portò a maturazione intere generazioni di lavoratori, non solo a Milano, ma in tutta Italia, dove sorsero sedi e centri limitrofi: come quelli di Cagliari, Alghero e Carbonia, in Sardegna, uniche superstiti di una rete capillare (anche in Europa), tuttora attive con corsi e attività formative rivolte in particolare al mondo della scuola e al bacino degli anziani. Oggi, l'Umanitaria è il fulcro di manifestazioni e programmi che combinando assistenza e cultura, ne fa un centro-pilota, riconosciuto e apprezzato a Milano e in Lombardia, dove continua ad assolvere il suo ruolo di centro educativo e formativo per assecondare e promuovere tutte quelle attività (incontri, mostre, convegni, seminari, conferenze, laboratori per l'infanzia, stagioni concertistiche e borse di studio, pubblicazioni) che servono a favorire l'interesse, la curiosità e soprattutto la "crescita" d'ogni singolo cittadino, e dare a ciascuno i mezzi più moderni e idonei per trovare la sua dimensione, libera e autentica, all'interno della società. All'insegna del dialogo, della convivenza e della solidarietà dei fatti.

UMANITARIA IN SARDEGNA

I Centri di Servizi Culturali (CSC) Sardi, la cui costituzione risale alla metà degli anni '50, rappresentano un'importante continuità (nonché ampliamento) dell'attività culturale promossa dall'Ente a livello nazionale.

Agli inizi del 1963 un contributo della Cassa del Mezzogiorno consentiva alla Società Umanitaria di integrare le possibilità offerte nel passato e di potenziare un intervento che si annunciava di estremo interesse: nasceva così il Centro Servizi Culturali di Cagliari. Lo scopo del servizio era ben definito: aiutare la nascita e la vita delle iniziative di educazione degli adulti in Sardegna con l'offerta di una collaborazione di carattere tecnico pedagogico. Si trattava quindi essenzialmente di un'azione di consulenza , di stimolo, di preparazione degli animatori per permettere ai gruppi di cultura popolare locali di acquistare una propria autonoma saldezza.

Furono così istituiti i Centri di Servizi Culturali (una ottantina in circa cinque anni) con il compito di "affiancare allo sviluppo economico un adeguato sviluppo culturale". Punti forti del progetto erano: la costituzione di una moderna biblioteca gestita con criteri di accessibilità al pubblico e intesa come centro polivalente aperto; la collaborazione con la scuola per l'innovazione educativa e didattica; la collaborazione con i circoli culturali di base per l'organizzazione di attività; l'analisi dell'ambiente locale, inteso essenzialmente in senso sociale, per prospettare problemi e operare la ricerca di soluzioni. A tutt'oggi sono ancora attivi solo quelli della Sardegna: il C.S.C. di Cagliari (di cui fa parte la Cineteca Sarda), quello di Alghero-Sassari e il C.S.C. di Carbonia-Iglesias.

C.S.C. DI CARBONIA-IGLESIAS

Aperto nel 1967, fra le prime attività ricordiamo la creazione, in tutto il Sulcis - Iglesiente, di una rete capillare di circoli del cinema formata da un pubblico di studenti e giovani lavoratori, che utilizzava la metodologia del dibattito nel cineforum per momenti di auto-formazione e presa di coscienza della propria realtà. I periodici corsi di formazione per gli operatori culturali volontari permisero un proficuo scambio di esperienze e di competenze. Accanto al cinema, sorse un'intensa attività con gli audiovisivi, in quartieri periferici popolari, in modo da spingere i ragazzi a recuperare il rapporto con la scuola.

Dall'inizio degli Anni '80, il C.S.C. gettò le basi teoriche e la rete organizzativa che, mediante l'acquisto di una prima unità di produzione video, consentì di iniziare una sperimentazione per "fare film" a scuola con i ragazzi. In tal modo le precedenti attività che erano unicamente di analisi linguistica, si ampliarono anche alla produzione linguistica. Il motto di questo procedere fu "provando e riprovando - fare per capire".

In seguito il C.S.C. e la Biblioteca comunale di Carbonia iniziarono a cooperare, prima in maniera informale, poi in maniera sempre più organizzata fino a stipulare una convenzione (tuttora esistente) per la gestione comune del Salone "Velio Spano" di Carbonia, dove venne trasferita la sede operativa. Da tale accordo scaturì anche la costituzione di un valido Centro Audiovisivi che, tra le altre cose, permise al C.S.C. di divenire in breve tempo il punto di riferimento obbligato per attività di formazione nel campo dell'educazione all'immagine rivolte ad operatori e insegnanti. In questi ultimi dieci anni l'inserimento del C.S.C. nel Sistema Bibliotecario Interurbano del Sulcis (SBIS) ha permesso di trasformare lo stesso in una sorta di sperimentazione duratura che ha coinvolto un numero molto alto di classi e di istituti, sparsi nelle diverse località del circondario.

Il risultato dei lavoro è tangibile: oltre 200 prodotti multimediali sono stati realizzati dalla nostra collaborazione con scuole, associazioni di educazione degli adulti, comunità terapeutiche, gruppi spontanei. La costante partecipazione alla "Biennale del Cinema Ragazzi di Pisa" e i numerosi riconoscimenti ottenuti a livello nazionale e internazionale, la partecipazione di alcuni nostri operatori a vari comitati scientifici per la didattica degli audiovisivi per la scuola dell'obbligo hanno costituito e tuttora costituiscono la riprova che il C.S.C. è sempre attento alla ricerca pedagogica e didattica ponendo il Sulcis all'avanguardia dell'attività scolastica nel settore degli Audiovisivi. Contando anche sull'apertura di una nuova sede a Iglesias, il doppio CSC non ha mai smesso di promuovere anche un analogo percorso educativo per ragazzi e adolescenti in situazione di grave marginalità sociale e culturale. Per essere sempre più vicino e al servizio degli abitanti del territorio.

Accanto a questa attività, imperniata sull'educazione e l'uso degli strumenti dei linguaggi non verbali, si è sviluppata una importante azione volta alla conservazione, valorizzazione e recupero della memoria storica del territorio, fortemente caratterizzata dallo sfruttamento delle miniere carbonifere e metallifere presenti. Ha rappresentato un approccio, per alcuni aspetti nuovo, alla problematica della ricerca di realtà tra tradizione, memoria, identità come forza di sviluppo delle comunità d'appartenenza. L'autocoscienza sviluppata ha portato alla donazione spontanea di migliaia di documenti, sia cartacei che fotografici, protagonisti di molte mostre organizzate in diversi comuni del territorio, culminate nella pubblicazione di libri e cataloghi dedicati.

Ultima modifica il Martedì, 26 Giugno 2012 10:55
Altro in questa categoria: Raggiungere il Centro »

 

Diari di Cineclub

clicca per leggere e stampare i Diari di Cineclub