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Roba da matti

Il CSC organizza, sabato 17 marzo, a partire dalle ore 21.00, presso il Cine-Teatro Centrale, la proiezione del nuovo film di Enrico Pitzianti "Roba da matti", a Carbonia: un evento pensato nell'ottica della promozione della cultura cinematografica.

La serata è organizzata con il patrocinio del Comune di Carbonia e la collaborazione del Circolo del Cinema FICC La Miniera.

L’ingresso allo spettacolo avrà un costo di € 3,00 a persona: l’incasso andrà a sostenere le spese legate alla produzione e distribuzione del film.

Sarà possibile acquistare i biglietti in prevendita presso gli uffici del Centro Servizi Culturali Carbonia-Iglesias della Società Umanitaria, in Via Della Vittoria 96 a Carbonia di fianco alla scuola media Satta, a partire da mercoledì 14 marzo fino a venerdì 16 marzo, dalle ore 09.30 alle ore 13.00 e dalle ore 16.30 alle ore 18.30, oppure presso il botteghino del teatro un ora prima dell’inizio dello spettacolo.

La proiezione sarà introdotta dal regista.

SINOSSI

Roba da matti” è una docu-fiction che racconta la storia di Casamatta, una residenza socio assistenziale di Quartu Sant’Elena (Sardegna) in cui vivono otto persone con disagio mentale.

Grazie al costante sostegno degli operatori la residenza viene considerata una struttura all’avanguardia nel panorama italiano e mondiale, un luogo dove le persone con sofferenza mentale possono aspirare a ricostruirsi una vita.

Purtroppo la casa, dopo 17 anni di attività, rischia di chiudere.

L’associazione che la gestisce non riesce più a far fronte alle spese, il contratto d’affitto è in scadenza e il proprietario non intende rinnovarlo.

È un momento molto difficile, ma Gisella, presidente dell’associazione Asarp Casamatta, che gestisce la struttura, e sorella di una delle ospiti, è una donna tenace. Sostenuta dagli altri familiari, affronta le difficoltà ed è fermamente decisa a trovare una soluzione.

ENRICO PITZIANTI
Enrico Pitzianti è considerato dalla critica e dal pubblico uno dei più importanti registi sardi contemporanei. Lavora per lo più in ambito documentaristico con particolare attenzione verso le tematiche di ambito sociale e del lavoro.

Esordisce alla regia nel 1998 con i due cortometraggi “Il Guardiano” e “Il Gobbo”, nel 2002 vince premio della Giuria al Torino Film Festival con “L’ultima corsa” sulla storia dell’ultimo viaggio del traghetto “Livorno” e il licenziamento del suo equipaggio.
Dopo “Un anno sotto terra” del 2003 firma “Piccola Pesca” nel 2004. Il film racconta la storia della lotta dei pescatori delle marinerie di Sant’Anna Arresi e Teulada contro il blocco dell’attività di pesca imposto dalla servitù militare del poligono insistente sullo specchio di mare di fronte alla costa battuta dai pescatori. Con questa pellicola Pitzianti si afferma a livello nazionale e internazionale come uno dei più interessanti documentaristi italiani.

“Tutto torna” del 2008 è la sua prima fiction e riscuote un buon successo di critica e botteghino.

LA PRODUZIONE
Il progetto è prodotto dalla Società Cooperativa Eia Film, che sostiene la produzione cinematografica indipendente e audiovisiva in genere, inclusi cortometraggi e documentari di creazione, con particolare interesse allo sviluppo di tematiche sociali e ambientali sia nel cinema di finzione che nel documentario.

“Una sera del luglio 2009 mi chiamò Gisella Trincas dicendomi che Casamatta doveva chiudere, non c’erano più i presupposti perché la casa potesse restare aperta; inoltre il proprietario le aveva appena comunicato che non avrebbe più rinnovato il contratto d’affitto. Di conseguenza anche il nostro progetto cinematografico, che raccontava la storia di Casamatta, probabilmente non aveva più senso. Ricordo che provai una sensazione di profonda amarezza e scoramento. Le dissi che non mi sembrava giusto che una esperienza così importante, durata 15anni,morisse senza una testimonianza di ciò che era stato fatto. Le chiesi di poter documentare la vita della casa, con la mia telecamera, mi sembrava un atto moralmente doveroso. Si prese 24 ore di tempo e il giorno dopo mi chiamò dicendosi disponibile a questa esperienza. Nella nostra società si tende a nascondere una certa condizione, soprattutto quando si tratta del disagio mentale. Non era semplice consentire ad una persona di entrare con la telecamera in una casa per sofferenti psichici e farla vivere con loro, per alcuni mesi, come io le avevo chiesto. Così è stato, così è nato Roba da matti, ed io sono diventato parte della casa e della loro vita, e loro parte di me. Ricordo chiaramente che la sera tornavo a casa stremato dalle riprese ma avevo già nostalgia di Casamatta al punto che certe notti tornavo anche a vivere i silenzi notturni chiacchierando con l’operatrice di turno. Vivendo con loro ho capito che, in una società dove i valori tendono a scomparire e lasciano il posto all’apparenza e dal tornaconto personale, esistono donne che in silenzio, tutti i giorni, dedicano la loro vita a chi soffre. Queste sono le vere eroine dell’Italia di oggi e in questo film, come autore e come uomo, ho avuto il privilegio e l’onore di poterlo testimoniare.” Enrico Pitzianti

Letto 1996 volte Ultima modifica il Martedì, 27 Marzo 2012 09:00
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